Papstaudienz für den Neokatechumenalen Weg - Approbation der Feiern, die dieses Itinerarium christlicher Formung kennzeichnen - Aussendung von 17 neuen Missio ad Gentes


udienza 20/01/2012

Il 20 gennaio 2012, Il Papa Benedetto XVI ha ricevuto in udienza, nell''''Aula Paolo VI,  gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale, Kiko Argüello e Carmen Hernández e il Padre Mario Pezzi, che erano accompagnati da oltre 7.000 membri di quest''''iniziazione cristiana per gli adulti.

Poco prima dell''''ingresso di Benedetto XVI nell''''aula, il Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, Mons. Josef Clemens, ha letto il Decreto di Approvazione delle Celebrazioni di questo itinerario di riscoperta del battesimo contenute nel Direttorio Catechetico approvato dalla Santa Sede in gennaio 2011.

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Das Dekret der Approbation anzeigen 

 

 

Inoltre, il Papa ha inviato 17 nuove Missio Ad Gentes e ha consegnato ha ognuno dei loro presbiteri una croce con la quale gli ha incoraggiato alla missione. 

Un momento importante dell''''incontro è stato l''''esecuzione dall''''Orchestra Sinfonica del Cammino Neocatecumenale di alcuni brevi estratti dei movimenti ''La Spada'' e ''Resurrexit'' dell''''opera composta da Kiko Argüello, ''La Sofferenza degli Innocenti''.

Kiko Argüello, ha rivolto al Santo Padre il seguente discorso:

Carissimo Padre, siamo felici, 

contentissimi, della sua presenza in mezzo a noi e della sua benevolenza, del suo amore nel concederci questa udienza.

In essa, proprio prima del suo arrivo, Monsignor Clemens, a nome del Pontificio Consiglio per i laici, ci ha letto il decreto di approvazione di quelle celebrazioni che accompagnano le diverse tappe di crescita nella fede che sono contenute nel ''Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale''.

Come fare un Cristiano adulto, capace di rispondere alle sfide del relativismo e della secolarizzazione che oggi ci attornia? Il cammino apre nelle parrocchie una via di crescita nella fede che percorre le tappe del battesimo seguendo, nelle sue linee generali l’ Ordo Initiationis Christianae Adultorum. Questo cammino è tutto celebrativo perchè l’autore dell’uomo nuovo in noi è lo Spirito Santo. Parola, Liturgia e Comunità, sono i tre pilastri che sostengono la vita cristiana. Viviamo il nostro percorso di fede in una piccola comunità come i primi cristiani. Noi vediamo l’urgenza di passare, nelle parrocchie, da una pastorale sacramentale a una pastorale di evangelizzazione, e per questo è necessario creare comunità cristiane che mostrino al mondo l’amore di Dio incarnato in noi: “Guardate come si amano”, gridavano i pagani di fronte alla chiesa antica. Molta gente non vuole venire in chiesa, ma viene alle nostre case, attirati da come ci relazioniamo, delle nostre relazioni nello Spirito Santo. La prova della validità dell’iniziazione cristiana che Dio, poco a poco, è andato costruendo con noi sono queste famiglie che partono oggi per la “Missio a Gentes”, a parti del mondo molto difficili, come sono, gli aborigeni dell’Australia, il Gabon in Africa, come sono le periferie di Vienna, o di Marsiaglia, in mezzo a tanti mussulmani, eccetera. La “Missio ad Gentes” è una nuova forma di presenza della chiesa nel mondo. Ci è stata richiesta dai Vescovi, alcuni dei quali ci han voluto accompagnare oggi, e siamo molto contenti, e li salutiamo con tanto affetto: prima che Lei venisse li abbiamo nominati e ora vogliamo dargli un applauso; ci sono alcuni Cardinali e circa cinquanta Vescovi. Oltre ai Cardinali presenti, al Patriarca degli Armeni, Nerses Bedros Tarmouni XIX, a cinque Vrcivescovi e ventisette Vescovi, ora, Santo Padre, Le presento un pò l’assemblea.

Sono qui presenti le famiglie che partono in “Missio a Gentes”, lì abbiamo messo un piccolo cartello con le destinazioni:

FRANCIA

    • Alby
    • Nizza
    • Bayonne
    • Tolone
    • Strasburgo

BELGIO

    • Anversa

SLOVENIA

    • Lubiana

BOSNIA

    • Sarajevo

ESTONIA

    • Tallin

AUSTRIA

    • Vienna

USA (Boston)

    • Lawrence
    • Cambridge
    • Brockton

VENEZUELA

    • Guiria

GRAN BRETAGNA

    • Manchester

Son famiglie che formano comunità, partono con tutti i figli, accompagnati da un presbitero e vanno nelle zone completamente secolarizzate, dove non c’è la presenza della chiesa.

Inoltre sono presenti 1200 itineranti di tutto il mondo, sono anche presenti i sacerdoti dei “Redemptoris Mater” di Europa, e circa mille seminaristi, sono presenti anche i catechisti del Cammino di Roma e i Responsabili delle comunità che hanno finito il Cammino in diverse parti del mondo. Sono presenti anche le famiglie e i presbiteri delle quaranta “Missio ad Gentes” che già sono state inviate da Lei.

Abbiamo sentito queste famiglie che sono in missione da già sei anni e siamo rimasti commossi. Abbiamo ascoltato le “Missio ad Gentes” di Amsterdam, di Kemnitz e di altre parti, dopo sei anni si sono cominciati ad avvicinare i pagani e hanno fatto comunità, piccole comunità di gente che non conosceva Cristo. Vengono molto feriti, la gente è molto distrutta, molto distrutta, vengono divorziati, alcolizzati, vengono perchè trovano in noi un’accoglienza grande. Molti hanno detto: “Io vi ringrazio, perchè mai sarei entrato in una chiesa”... Siamo stati comossi. Dio sta facendo con noi un’opera veramente che non meritiamo, siamo tutti poveracci, siamo tutti peccatori.

Bene fratelli adesso proclameremo un vangelo che presieda questa celebrazione: l’invio di Cristo risorto al mondo intero, all’annunzio del vangelo al mondo intero, dopo la sua resurrezione. Dopo Padre vorremmo farle un piccolo ossequio. Io ho fatto una sinfonia sulla sofferenza degli innocenti, l’abbiamo eseguita a Betlemme, presieduta dal Patriarca di Gerusalemme, Mons. Fouad Twal, ed è stato fantastico e dopo l’abbiamo offerta agli Ebrei, l’abbiamo eseguita nell’auditorium della municipalita di Gerusalemme. Sono venuti settecento Ebrei, ha parlato la vicesindaco, emozionata che la Chiesa Cattolica abbia questa sensibilità di ricordarsi della Shoah. Io gli ho presentato la sofferenza della Vergine Maria, perchè una spada ha attraversato la sua anima, di fronte allo scandalo della croce, alla sofferenza dell’innocente perfetto che è nostro Signore Gesù Cristo. Ho fatto anche un brano che si chiama: “Resurrexit”, che vorremmo presentare anche a Lei. Faremo due brevi brani: quattro minuti de “La spada” e quattro minuti per il “Resurrexit”.

 

Dopo aver ascoltato il Vangelo (Mt 28,1-20) e i movimenti ''La Spada'' e ''Resurrexit'' della sinfonia “La sofferenza degli Innocenti”, il Santo Padre ha rivolto queste parole all’assemblea.

  

Cari fratelli e sorelle,

anche quest’anno ho la gioia di potervi incontrare e condividere con voi questo momento di invio per la missione. Un saluto particolare a Kiko Argüello, a Carmen Hernández e a Don Mario Pezzi, e un affettuoso saluto a tutti voi: sacerdoti, seminaristi, famiglie, formatori e membri del Cammino Neocatecumenale. La vostra presenza oggi è una testimonianza visibile del vostro gioioso impegno di vivere la fede, in comunione con tutta la Chiesa e con il Successore di Pietro, e di essere coraggiosi annunciatori del Vangelo.

Nel brano di san Matteo che abbiamo ascoltato, gli Apostoli ricevono un preciso mandato di Gesù: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28, 19). Inizialmente avevano dubitato, nel loro cuore c’era ancora l’incertezza, lo stupore di fronte all’evento della risurrezione. Ed è Gesù stesso, il Risorto – sottolinea l’Evangelista – che si avvicina a loro, fa sentire la sua presenza, li invia ad insegnare tutto ciò che ha comunicato loro, donando una certezza che accompagna ogni annunciatore di Cristo: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20). Sono parole che risuonano forti nel vostro cuore. Avete cantato Resurrexit, che esprime la fede nel Vivente, in Colui che, in un supremo atto di amore, ha vinto il peccato e la morte e dona all’uomo, a noi, il calore dell’amore di Dio, la speranza di essere salvati, un futuro di eternità.

In questi decenni di vita del Cammino un vostro fermo impegno è stato di proclamare il Cristo Risorto, rispondere alle sue parole con generosità, abbandonando spesso sicurezze personali e materiali, lasciando anche i propri Paesi, affrontando situazioni nuove e non sempre facili. Portare Cristo agli uomini e portare gli uomini a Cristo: questo è ciò che anima ogni opera evangelizzatrice. Voi lo realizzate in un cammino che aiuta a far riscoprire a chi ha già ricevuto il Battesimo la bellezza della vita di fede, la gioia di essere cristiani. Il “seguire Cristo” esige l’avventura personale della ricerca di Lui, dell’andare con Lui, ma comporta sempre anche uscire dalla chiusura dell’io, spezzare l’individualismo che spesso caratterizza la società del nostro tempo, per sostituire l’egoismo con la comunità dell’uomo nuovo in Gesù Cristo. E questo avviene in un profondo rapporto personale con Lui, nell’ascolto della sua parola, nel percorrere il cammino che ci ha indicato, ma avviene anche inseparabilmente nel credere con la sua Chiesa, con i santi, nei quali si fa sempre e nuovamente conoscere il vero volto della Sposa di Cristo.

E’ un impegno - lo sappiamo - non sempre facile. A volte siete presenti in luoghi in cui vi è bisogno di un primo annuncio del Vangelo, la missio ad gentes; spesso, invece, in aree, che, pur avendo conosciuto Cristo, sono diventate indifferenti alla fede: il secolarismo vi ha eclissato il senso di Dio e oscurato i valori cristiani. Qui il vostro impegno e la vostra testimonianza siano come il lievito che, con pazienza, rispettando i tempi, con sensus Ecclesiae, fa crescere tutta la massa. La Chiesa ha riconosciuto nel Cammino un particolare dono che lo Spirito Santo ha dato ai nostri tempi e l’approvazione degli Statuti e del “Direttorio Catechetico” ne sono un segno. Vi incoraggio ad offrire il vostro originale contributo alla causa del Vangelo. Nella vostra preziosa opera ricercate sempre una profonda comunione con la Sede Apostolica e con i Pastori delle Chiese particolari, nelle quali siete inseriti: l’unità e l’armonia del Corpo ecclesiale sono una importante testimonianza a Cristo e al suo Vangelo nel mondo in cui viviamo.

Care famiglie, la Chiesa vi ringrazia; ha bisogno di voi per la nuova evangelizzazione. La famiglia è una cellula importante per la comunità ecclesiale, dove ci si forma alla vita umana e cristiana. Con grande gioia vedo i vostri figli, tanti bambini che guardano a voi, cari genitori, al vostro esempio. Un centinaio di famiglie sono in partenza per 12 Missioni ad gentes. Vi invito a non avere timore: chi porta il Vangelo non è mai solo. Saluto con affetto i sacerdoti e i seminaristi: amate Cristo e la Chiesa, comunicate la gioia di averLo incontrato e la bellezza di avere donato a Lui tutto. Saluto anche gli itineranti, i responsabili e tutte le comunità del Cammino. Continuate ad essere generosi con il Signore: non vi farà mancare la sua consolazione!

Poco fa vi è stato letto il Decreto con cui vengono approvate le celebrazioni presenti nel “Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale”, che non sono strettamente liturgiche, ma fanno parte dell’itinerario di crescita nella fede. E’ un altro elemento che vi mostra come la Chiesa vi accompagni con attenzione in un paziente discernimento, che comprende la vostra ricchezza, ma guarda anche alla comunione e all’armonia dell’intero Corpus Ecclesiae.

Questo fatto mi offre l’occasione per un breve pensiero sul valore della Liturgia. Il Concilio Vaticano II la definisce come l’opera di Cristo sacerdote e del suo corpo che è la Chiesa (cfrSacrosanctum Concilium, 7). A prima vista ciò potrebbe apparire strano, perché sembra che l’opera di Cristo designi le azioni redentrici storiche di Gesù, la sua Passione, Morte e Risurrezione. In che senso allora la Liturgia è opera di Cristo? La Passione, Morte e Risurrezione di Gesù non sono solo avvenimenti storici; raggiungono e penetrano la storia, ma la trascendono e rimangono sempre presenti nel cuore di Cristo. Nell’azione liturgica della Chiesa c’è la presenza attiva di Cristo Risorto che rende presente ed efficace per noi oggi lo stesso Mistero pasquale, per la nostra salvezza; ci attira in questo atto di dono di Sé che nel suo cuore è sempre presente e ci fa partecipare a questa presenza del Mistero pasquale. Questa opera del Signore Gesù, che è il vero contenuto della Liturgia, l’entrare nella presenza del Mistero pasquale, è anche opera della Chiesa, che, essendo suo corpo, è un unico soggetto con Cristo – Christus totus caput et corpus – dice sant’Agostino. Nella celebrazione dei Sacramenti Cristo ci immerge nel Mistero pasquale per farci passare dalla morte alla vita, dal peccato all’esistenza nuova in Cristo.

Ciò vale in modo specialissimo per la celebrazione dell’Eucaristia, che, essendo il culmine della vita cristiana, è anche il cardine della sua riscoperta, alla quale il neocatecumenato tende. Come recitano i vostri Statuti, “L’Eucaristia è essenziale al Neocatecumenato, in quanto catecumenato post-battesimale, vissuto in piccola comunità” (art. 13 §1). Proprio al fine di favorire il riavvicinamento alla ricchezza della vita sacramentale da parte di persone che si sono allontanate dalla Chiesa, o non hanno ricevuto una formazione adeguata, i neocatecumenali possono celebrare l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi Vespri della domenica, secondo le disposizioni del Vescovo diocesano (cfr Statuti, art. 13 §2). Ma ogni celebrazione eucaristica è un’azione dell’unico Cristo insieme con la sua unica Chiesa e perciò essenzialmente aperta a tutti coloro che appartengono a questa sua Chiesa. Questo carattere pubblico della Santa Eucaristia si esprime nel fatto che ogni celebrazione della Santa Messa è ultimamente diretta dal Vescovo come membro del Collegio Episcopale, responsabile per una determinata Chiesa locale (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 26). La celebrazione nelle piccole comunità, regolata dai Libri liturgici, che vanno seguiti fedelmente, e con le particolarità approvate negli Statuti del Cammino, ha il compito di aiutare quanti percorrono l’itinerario neocatecumenale a percepire la grazia dell’essere inseriti nel mistero salvifico di Cristo, che rende possibile una testimonianza cristiana capace di assumere anche i tratti della radicalità. Al tempo stesso, la progressiva maturazione nella fede del singolo e della piccola comunità deve favorire il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale, che trova nella celebrazione liturgica della parrocchia, nella quale e per la quale si attua il Neocatecumenato (cfr Statuti, art. 6), la sua forma ordinaria. Ma anche durante il cammino è importante non separarsi dalla comunità parrocchiale, proprio nella celebrazione dell’Eucaristia che è il vero luogo dell’unità di tutti, dove il Signore ci abbraccia nei diversi stati della nostra maturità spirituale e ci unisce nell’unico pane che ci rende un unico corpo (cfr 1 Cor 10, 16s).

Coraggio! Il Signore non manca di accompagnarvi e anch’io vi assicuro la mia preghiera e vi ringrazio per i tanti segni di vicinanza. Vi chiedo di ricordarvi anche di me nelle vostre preghiere. La Santa Vergine Maria vi assista con il suo sguardo materno e vi sostenga la mia Benedizione Apostolica, che estendo a tutti i membri del Cammino. Grazie!

 

 

È possibile rivedere rivedere l’udienza sul sito del Vaticano cliccando sul link [Video(è possibile ascoltare anche la lettura del decreto da parte di Mons. Josef Clemens tornando all’inizio della trasmissione)


oppure cliccando su quest’altro link 

 

A seguito dell’udienza numerosi giornali e mezzi di comunicazione hanno diffuso la notizia. Riportiamo di seguito una piccola rassegna dei principali articoli pubblicati.

 

DISCORSO DEL SANTO PADRE 

RASSEGNA STAMPA 1

RASSEGNA STAMPA 3

 


FOTOGALLERY

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