Domus Galilaeae - Incontro Vocazionale dei giovani del Cammino Neocatecumenale in Terra Santa


 

7.500 giovani delle Comunità Neocatecumenali hanno accompagnato il Papa Benedetto XVI nel suo viaggio in Israele. I gio­vani provenivano prevalentemen­te dall’Europa, ma con rappresen­tanze anche dagli Stati Uniti, dal- l’America Latina e dall’Australia.

Presenti alle celebrazioni del Papa a Gerusalemme, a Betlemme e a Nazareth, i giovani pellegrini hanno visitato varie parrocchie dell’Alta Galilea animando incontri ecumenici con i giovani delle chiese locali, soprattutto greco-cattolici, maroniti ed ortodossi hanno visitato anche ospedali, scuole cattoliche e case di riposo

 

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Il giorno 15 maggio, all’indomani dell’Eucaristia presieduta dal Pontefice a Nazaret sul Monte del Precipizio,   si sono trovati  con gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale - Kiko Argüello, Carmen Hernández e padre Mario Pezzi - nella ´Domus Galilaeae´, la casa sulla Montagna delle Beatitudini che si affaccia sul lago di Galilea, per una celebrazione conclusiva del pellegrinaggio e una chiamata vocazionale.

I giovani era­no seduti sul dolce declivio pro­spiciente la «Domus Galilaeae», la casa sul Monte delle Beatitudini, dinanzi al meraviglioso scenario del Lago di Tiberiade. Prima della liturgia i responsabili della fondazio­ne ebraica «Ke­ren Kayemet LeIsrael » han­no illustrato i progetto del « Parco Memo­riale Giovanni Paolo II » , che verrà realizzato sul Monte delle Beatitudini, nel medesimo luogo ove il Papa celebrò l’Eucaristia nel Giubileo del 2000. Vi parteciparo­no circa 50 mila giovani del Cam­mino, insieme ad un numero pa­ri di arabi cristiani.  L’opera inten­de manifestare la gratitudine del popolo ebraico a Papa Wojtyla. Un memoriale della strada aperta dal Servo di Dio, che visitando la Si­nagoga di Roma, chiamò gli ebrei « fratelli maggiori » .  Un parco te­matico, bellissimo con tutti gli al­beri menzionati nella Bibbia, ca­scate, ed una statua di Giovanni Paolo I

Ha presieduto la cele­brazione monsignor Elias Cha­cour, arcivescovo melkita di Akka in Galilea. Erano pre­senti l’arcivescovo melkita di Pe­tra e Filadelfia Yasser Ayyash; il pa­triarca emerito siro cattolico di An­tiochia, Ignace Pierre VIII Abdel­Ahad; il vicario patriarcale greco melkita di Gerusalemme, Youssef Jules Zreyi. Tra le autorità il sinda­co dell’Alta Galilea e una nutrita rappresentanza di ambasciatori, tra cui quelli di Albania, Croazia, I­talia, Malta e Polonia. Al centro dell’incontro l’annuncio del kerygma.

Di fronte ad un udi­torio composto anche da israelia­ni, Kiko Argüello, tra l’altro, ha det­to: «Gesù di Na­zaret, questo uomo morto sulla croce, questo ebreo è Dio, l’Adonai. Questa è la no­tizia che dopo la sua resurrezio­ne, lo Spirito santo ha atte­stato nella Pentecoste ed ha scom­bussolato il mondo». «Questa sera su questo monte Cristo è vivo ed è con noi – ha detto a sua volta nel­la sua omelia l’arcivescovo Cha­cour – e non ci chiama a starcene tranquilli, le Beatitudini sono una chiamata urgente da parte del Si­gnore ad andare ad annunciare la sua resurrezione»

Quattrocento ragazzi e due­cento ragazze toccati profondamente dal keryg­ma, l’annuncio che «Cristo è risorto ed è Dio»,  hanno risposto « sì » alla chiamata,  dando la loro disponibilità a mettere la loro vita a servizio della Chiesa, rispettiva­mente come sacerdoti e religiose. 

 



(Video del pellegrinaggio dei giovani realizzato da telepace e pubblicato su youtube)